Bio

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Hélène Kuhn nasce a Nancy, in Francia, da una famiglia di musicisti. La madre suonava il violino e il pianoforte. Tra i ricordi prediletti dell’infanzia ci sono i momenti vissuti sotto il pianoforte, dove amava nascondersi, avvolta da una coperta di suoni, quando la madre iniziava a suonare dopo averla messa a dormire.

A 21 anni parte per un’esperienza di studio in Inghilterra: durante il viaggio fa l’incontro più felice della sua vita, quello con il pittore veneziano Bobo Ferruzzi. Nasce un legame che durerà tutta la vita e che porta Hélène a Venezia. Posando per i molti disegni e dipinti che Bobo le dedica, entra in contatto con l’occhio creativo dell’artista. Tra pittore e modella si crea una forte osmosi, lei impara a vedere anche con gli occhi di lui.

Durante i primi anni a Venezia, Hélène si dedica allo studio del canto e fa parte del gruppo di madrigalisti del Centro di Musica Antica di Padova. Quando un problema alla gola la costringe a sospendere l’esercizio della vocalità, patisce a tal punto la perdita della sua forma espressiva che, per confortarla, Bobo le propone di imparare a dipingere su stoffa. Si apre allora una dimensione completamente inattesa. Il marito le insegna la tecnica a stampo e da subito lei è affascinata dal contatto con un risultato immediato e tangibile. Due anni di apprendistato (dal 1982 al 1984) generano una passione sempre più coinvolgente. Presto arrivano le mostre: al Musée de l’impression sur étoffes di Mulhouse in Alsazia, fra i più importanti centri espositivi sul tessuto stampato; a Parigi, Milano, Rotterdam, Bruxelles, Toronto, New York...

Nel 1984 apre un negozio a Venezia, insieme a Nora, la figlia di Bobo. Il piccolo spazio in campo San Maurizio diventa un luogo di incontri speciali e un punto di riferimento per appassionati da tutto il mondo.

Nel 1993 Hélène si sposta nel nuovo spazio alla Salute, vicino al Museo Guggenheim, dove continua a meravigliarsi degli incontri belli e inattesi che i suoi tessuti richiamano. 

 

Helene Kuhn Ferruzzi Photo: Ywes Tabin

Helene Kuhn Ferruzzi
Photo: Ywes Tabin